20/06/2017

Audizione presso la Va Commissione Regione Veneto


Siamo stati ascoltati venerdi 16 giugno 2017 dalla Va Commissione in merito alle nostre proposte per le bozze dei nuovi atti aziendali. Ecco le proposte


 

PROPOSTA AUPI (ASSOCIAZIONE UNITARIA PSICOLOGI) RIGUARDO LA BOZZA REGIONALE SULLE NUOVE LINEE GUIDA AZIENDALI

 

 

 

 

Riforma del Sistema Socio-sanitario del Veneto e nuovi assetti territoriali – L.R. 19/2016

Richieste di modifica all'ALLEGATO B alla DGR in via di approvazione, relativa alla predisposizione degli Atti Aziendali

 

L'allegato B, che definisce le LINEE GUIDA PER L'ORGANIZZAZIONE DEL DISTRETTO,

prevede che “le funzioni distrettuali vengano esercitate mediante le seguenti Unità Operative:

  • Cure primarie
  • Infanzia, Adolescenza, Famiglia e Consultori
  • Cure Palliative
  • Attività Specialistica
  • Disabilità e la Non Autosufficienza
  • Neuropsichiatria Infantile
  • Assistenza Farmaceutica Territoriale
  • U.O.S.D. per la Sanità Penitenziaria.”

 

 

Osservazioni in merito all'ipotesi di istituzione di una U.O.C. di Neuropsichiatria Infantile

 

La definizione della struttura multidisciplinare e gli obiettivi qualificanti sono condivisibili, ma va fatto specifico riferimento alle Linee guida per i Servizi Distrettuali di Età Evolutiva (Allegato A alla DGR 1533/2011) che con completezza e più puntualmente definiscono la mission, la vision, gli obiettivi strategici e i principali interventi svolti.

 

Coerentemente con detta DGR, si richiede di modificare la denominazione dell'U.O.C.  in “SERVIZIO PER L'ETA' EVOLUTIVA” e di specificarne il modello organizzativo, secondo quanto contenuto nella stessa:

Denominazione

La denominazione che meglio descrive l’ambito di intervento, la gamma di professionalità e prestazioni offerte, il carattere multiprofessionale e integrato, rendendo tutto ciò comprensibile all’utenza, è: Servizio per l'Età Evolutiva.

 

Modello organizzativo

Servizio multiprofessionale che effettua una presa in carico globale e specialistica tramite interventi diagnostico-terapeutico-riabilitativi, rivolti ai soggetti in età 0-17 che in varia forma presentino disturbi di interesse psicologico, relazionale, neurologico e psicopatologico, congeniti o acquisiti. La metodologia si caratterizza per l’attenzione al contesto del territorio e il coinvolgimento della famiglia e della comunità, in base a un’analisi personalizzata dei bisogni e della risposta, secondo percorsi integrati.”

 

A riguardo si fa presente che la denominazione “Servizio per l'Età Evolutiva” non è riferita ad una singola disciplina (denominazione che è estranea ad un modello multidisciplinare) ma alla mission del servizio; non è, inoltre, una denominazione stigmatizzante per i minori e i genitori che vi accedono e, infine,il modello organizzativo consente un'ampia scelta del dirigente con le migliori attitudini e competenze organizzative e gestionali, come già positivamente sperimentato.

 

L'ipotesi di una U.O. di Neuropsichiatria Infantile troverebbe, invece, piena giustificazione, e necessità, nell'attuazione di quanto già previsto dalla Giunta Regionale con la DGR 651/2010 - Progetto Obiettivo regionale per la tutela della salute mentale nel triennio 2010-2012.

Nella Appendice di tale Progetto si approfondisce “la questione della salute mentale nell’infanzia e adolescenza prevedendo la costituzione di nuove offerte e percorsi rivolti all’infanzia e all’adolescenza, in particolare:

- l’istituzione di Centri di riferimento interUlss per il trattamento di episodi acuti in

regime di ricovero ospedaliero;

- la realizzazione di attività di collegamento e di consulenza in Pediatria;

- la collaborazione con DSM, SerT e altri servizi rivolti all’infanzia e adolescenza, anche

per la formazione comune;

- l’istituzione di percorsi terapeutico riabilitativi, sia a livello semiresidenziale che

residenziale (Comunità terapeutiche riabilitative protette per adolescenti: 14-17 anni,

estendibili a 21 anni).”

Tali indicazioni non hanno finora trovato applicazione e pertanto si auspica l'istituzione di una specifica U.O. di Neuropsichiatria Infantile, per la realizzazione di queste nuove, indispensabili e urgenti unità di offerta, in almeno 3 Aziende ULSS della Regione.

Dove istituita, tale unità operativa troverebbe più adeguata collocazione in ambito ospedaliero, pur mantenendo i necessari collegamenti e le sinergie con i servizi distrettuali. 

 

Osservazioni in merito all'ipotesi di istituzione di una U.O. Disabilità e la Non Autosufficienza

 

Le attività e gli interventi dell'U.O. contenuti nell'Allegato B risultano impropriamente e inopportunamente unificati, in quanto fanno riferimento a soggetti con caratteristiche e bisogni molto diversi.  La non autosufficienza, infatti, si riferisce generalmente a soggetti in età anziana, affetti da patologie croniche e invalidanti, comprese le demenze e la terminalità; si tratta di persone assistite a domicilio o presso i Centri Servizi (Case di riposo). Di contro, la disabilità riguarda persone in età giovanile e adulta, con limitazioni più o meno marcate nell'autonomia e nella partecipazione sociale; esse sono assistite a domicilio, presso i Centri Diurni o le Comunità Alloggio.  I primi abbisognano prevalentemente di interventi medici, infermieristici ed assistenziali, mentre i secondi necessitano di programmi riabilitativi, psicologici ed educativi, volti all'integrazione lavorativa e sociale.

 

In considerazione della complessità degli interventi in entrambi gli ambiti, si chiede di scorporare dall'U.O. la parte riferita alla Non Autosufficienza, mantenendo le azioni qualificanti come definite nell'Allegato B e modificando la denominazione in “U.O.C. Disabilità Età Adulta”.

 

Per quanto riguarda la Non Autosufficienza, si chiede di istituire una specifica U.O. con le funzioni di:

- coordinamento sanitario delle Case di riposo e garanzia delle prestazioni specialistiche al loro interno;

- governo dei percorsi di accesso alle Case di riposo con impegnativa sanitaria;

- interventi e programmi per la diagnosi, la cura e l'assistenza delle persone con decadimento cognitivo o demenza, anche attraverso il coordinamento delle attività svolte dalle associazioni.

 

Osservazioni in merito all'ipotesi di istituzione di una U.O. Infanzia, Adolescenza, Famiglia e Consultori

 

Le funzioni dell'U.O. contenute nell'Allegato B sono condivisibili, ma generiche e carenti, in particolare per quanto riguarda il Consultorio Familiare; va, quindi, fatto specifico riferimento alle Linee guida per il Servizio di Consultorio Familiare nella Regione Veneto (Allegato A alla DGR 215/2010) che con completezza e più puntualmente definiscono le funzioni e le prestazioni, sia sanitarie che psicologiche e sociali.

Si richiede, quindi, di integrare le funzioni previste per l'U.O. con quelle specifiche del Consultorio Familiare secondo le macroaree:

- Prevenzione e promozione (educazione socio-affettiva e sessuale, contraccezione, prevenzione IVG, percorso nascita, percorso 0-3 anni, tematiche relative alla coppia, alla genitorialità biologica e sociale, alla cura dei figli, tematiche adolescenziali, legate alla menopausa, ecc.);

- Sostegno e cura sanitari (per contraccezione, problemi preconcezionali, infertilità, problematiche sessuali, problematiche legate alla menopausa, gravidanza e puerperio, IVG, ecc.):

- Sostegno e cura psicologici e sociali (per problematiche di coppia, adolescenziali, problematiche genitoriali e sostegno alla genitorialità biologica e sociale, difficoltà relazionali del singolo, difficoltà affettive-relazionali, problematiche familiari, mediazione familiare e spazio neutro, consulenze legali relative al diritto di famiglia, valutazione e accompagnamento delle coppie disponibili per affido, indagini psico-sociali nelle situazioni di rischio di pregiudizio, collaborazione con i servizi socio-sanitari che si occupano delle vittime di abuso/violenza/maltrattamento/sfruttamento sessuale e, su mandato istituzionale, valutazione delle capacità genitoriali biologiche e sociali, valutazione dell’affidamento dei figli in separazione e divorzio, accompagnamento della coppia affidataria, interventi per minori soggetti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria compresi gli interventi di assistenza e accoglienza in comunità, accoglienza in comunità o affido familiare dei minori a seguito di provvedimento penale o civile o amministrativo di uno dei genitori, accompagnamento della coppia in affido preadottivo e nel post-adozione, ecc.).


20/06/2014

AUPI




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